![]() |
![]() |
|
| Home | Formazione | Mostre&Eventi | Editoria&dintorni | Servizi | Reportage | ||
| Editoria&dintorni | Il libro nero dei regimi islamici | |
Il lato oscuro dell'IslamUn secolo di Storia mediorientale
E’ un libro coraggioso, che vuole affrontare quasi un secolo di storia in quella Terra di Mezzo che viene comunemente chiamata Islam o Medio Oriente. Offre a piene mani riferimenti storici e documenti che supportano una dissertazione univoca: l’Occidente non ha capito quasi mai nulla di quel mondo e solo ora si sta risvegliando da quel sogno, che si chiami Palestina o Carta dei Diritti Universali dell’Uomo. Per un semplice lettore di giornali è un tuffo nelle diverse correnti della religione musulmana e delle sue derive più o meno violente, la rivelazione della continuità del terrorismo islamico degli anni Sessanta e Settanta con la politica filonazista del Gran Muftì di Gerusalemme degli anni Quaranta. A questo proposito, il libro porta alla luce i documenti dell’alleanza su base ideologica tra arabi palestinesi e nazisti, durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale. Da questo l’autore fa derivare una lettura della nascita dello Stato di Israele alla luce del diritto internazionale: la Jewish Legion ha conquistato sul campo di battaglia il diritto di sedersi al tavolo dei vincitori, i palestinesi a quello degli sconfitti. Mette dunque in rilievo gli atti di terrorismo arabi come lotta antisemita e religiosa, a differenza di quelli sionisti che vengono presentati come azioni di difesa a sfondo nazionalista. L’Occidente, con in testa la Gran Bretagna quale potenza coloniale di riferimento per la regione, rimane sullo sfondo nelle pagine di Panella, quasi a spettatore poco interessato dell’area. Salvo poi dover sottolineare gli errori di valutazione se non proprio di intervento, come nel caso del colpo di stato egiziano ad opera di Nasser nel 1952 (con l’ausilio della Cia attraverso la rete di spionaggio nazista). Il ruolo degli Stati Uniti è lasciato ai margini, invocando la scarsa attenzione all’area fino agli anni Cinquanta: solo in quegli anni infatti la politica mediorientale della Casa Bianca cambia in quanto da esportatrice di petrolio la potenza americana diventa importatrice, avendo come primo referente commerciale l’Arabia Saudita. Il ruolo egemonizzante degli Stati Uniti quale viene riconosciuto nel bene o nel male oggi da critici e fautori, secondo l’autore viene travisato dalla visione occidentale dei conflitti nelle terre mediorientali. In particolare Israele e Palestina non si confrontano sul medesimo piano: se gli israeliani lottano per difendere la propria terra e la propria democrazia, i palestinesi con Arafat in testa conducono una Guerra Santa, il Jihad proclamato dal Gran Muftì a Gerusalemme negli anni Quaranta. Da qui nasce l’equivoco in cui tutti noi siamo caduti. E’ difficile dare un giudizio su un libro così apertamente schierato che presenta giudizi storici e morali così netti. Occorrerebbe essere giornalista o professore altamente specializzati per uscire da quella sensazione di guerra tra indiani e cowboy che si prova al termine della lettura. Carlo Panella non lascia spazio alle storie piccole che avrà sicuramente incontrato nel suo lavoro di inviato, piuttosto si dedica alla Storia Ufficiale di quell’area e così facendo si piega inevitabilmente alla Realpolitik di cui vuole essere testimone: sono i vincitori sempre a scrivere la Storia. Tutte le pagine dedicate alla religione e alla politica musulmana hanno un concetto finale: secondo l’autore “dar al Islam non è negoziabile”. Quanto lo sia l’Occidente non è dato a sapersi. Carlo Panella
pubblicato su www.tgcom.it |
||
| info@liblab.org | ||