Smettere con il sorriso

Diario di una ex-fumatrice

Se fosse un giallo, fino alla fine non sapremmo se l’omicidio è tale o solo una copertura per loschi traffici. Ma “L’arte di smettere di fumare (controvoglia)” di Carmen Sanvito è una commedia agrodolce in cui i protagonisti principali sono l’autrice, la sigaretta e il resto del mondo. Con ironia Sanvito viaggia e ci fa viaggiare tra i generi con eleganza e leggerezza, quasi a dimenticare la fatica di non pensare. A cosa? Naturalmente ad accendersi la sigaretta…

Allora c’è spazio per l’informazione giornalistica in cui raccontare la nascita di Joe Camel, che nel 1987 “diventò il protagonista di una riuscitissima campagna pubblicitaria” e l’anti-pubblicità di Joe Chemio. Così come in appendice, il libro offre la possibilità di stabilire il proprio grado di dipendenza dalla nicotina attraverso test medici, che forniscono anche i percorsi di disintossicazione.

Ma il resoconto di un “lupo solitario dal ringhio facile” (come si definisce l’autrice) non scivola mai nel manuale pronto all’uso, è piuttosto la testimonianza di chi ha affrontato la sigaretta come un’amante con cui deve essere rotto il rapporto. Come tutte le separazioni, anche questa è difficile e ardua; include le strategie per ingannare per se stessi, gli atti di volontà e la consapevolezza che non esiste una via unica e salvifica, ma solo un percorso tutto personale.

Con l’aiuto della Rete, Sanvito rintraccia fonti di informazione, di consolazione e di metodologia come nel caso del “metodo Gabriella” scovato in un blog: dodici mosse per smettere, sperimentate dall’autrice del blog. Non manca neppure l’informazione istituzionale nell’intermezzo scientifico, in cui vengono messe a confronto le più recenti ricerche del campo, sempre senza perdere il sorriso. Anche se l’autrice dichiara più volte che quel sorriso costa fatica.

In fase di disintossicazione, è difficile pure mantenere un rapporto civile con gli altri, con gli amici e i familiari, soprattutto se non sono tabagisti. Viene misurata la distanza tra coloro che sanno e coloro non conoscono il significato di un amore maledetto: chi non fuma non capirà forse mai perché ci possa essere quel piacere, portatore sano di malessere e di malattia. Ne vede solo i lati oscuri e ormai noti a tutti. Colui che ha smesso di fumare, lo ricorda e per orgoglio lo nega. Rimane dunque la solitudine, il dolore fisico e psicologico non ha sponde contro cui frangersi.

Consola un poco sapere che Rodrigo De Jerez pagò con dieci anni di prigione nel 1493, per avere fumato tabacco dal ritorno del primo viaggio di Colombo nelle Americhe. Quando uscì di prigione, “vide che nel frattempo il suo diavolo personale aveva cominciato a far fumare dalla bocca e dal naso molti altri marinai”. Il resto è Storia, ma ora mentre fuori dai bar e dai ristoranti si sentono risatine e sguardi di intesa tra coloro che resistono, Rodrigo De Jerez certamente sorride dovunque sia in questo momento.

Carmen Sanvito
L’arte di smettere di fumare (controvoglia)
Mondadori
Pagine 182
Euro 10

pubblicato su www.tgcom.it

info@liblab.org