Il lato oscuro della Rivoluzione

Il Commissario Llob investiga sul passato dell’Algeria

L’Algeria conquista l’indipendenza il 5 luglio 1962. E’ una data che il commissario Llob ricorda bene, così come l’inizio della rivoluzione: primo novembre, che “rappresenta più che un pellegrinaggio, una sorta di assoluzione”. Il protagonista dei romanzi noir di Yasmina Khadra è fortemente legato al suo passato di mujaeddin e “La parte del morto” (tit. or. La part du mort) scava nelle ombre delle vicende di Llob e del Paese. Sono passati trent’anni e il commissario investiga su episodi che sono stati dimenticati da tutti, o da quasi tutti. Sulle tracce di un serial killer, ucciso in circostanze particolari, tenta di salvare un suo collaboratore troppo esuberante.

Il commissario Llob è scorbutico, arrogante, orgoglioso e poco incline alla diplomazia; soprattutto con chi vorrebbe comandarlo. E’ pure scrittore, ma in questo romanzo non ne scopriamo le doti. L’autore comunque non rinuncia a inserire più livelli caratteriali con cui fare vivere il protagonista e allora ne conosciamo gli slanci poetici, i colpi di fulmini: “forse ero lì per lei, pietrificato dal suo sorriso lontano”, ricordando una ragazza dei tempi della Rivoluzione, finché “Mina m’ha infilato il gomito nelle costole e mi ha svegliato”. A Llob non manca neppure il senso dell’umorismo e l’ironia con cui affronta le situazioni più disperate, come quelle intime.

“Se il simbolo della giustizia porta una benda sugli occhi, è perché non ha il coraggio di guardarsi allo specchio” viene detto da un presunto amico di Llob, che agisce proprio per contraddire questa convinzione. La consapevolezza della distanza tra il proprio senso di giustizia e quella agìta dagli altri è forte nel commissario, anche quando sembra vinto. Gli ambienti stessi in cui si muove risentono molto dei suoi umori e stati d’animo, che ne mutano lo sguardo sulle cose e sulle persone.

Khadra scrive pensando a Chandler e al noir americano, immette nei bassifondi algerini e nell’alta società corrotta di Algeri un personaggio come Llob che potrebbe tranquillamente agire nella Los Angeles del detective Marlowe. Il racconto in prima persona, l’onestà e il codice d’onore del cavaliere di ventura aprono al lettore una finestra su un altro mondo; in contrapposizione ad una società algerina che viene vissuta sempre più degradata, in cui i valori traditi della rivoluzione diventano paravento per i più loschi traffici e le tragedie più tremende.

Purtroppo quando l’autore eccede nell’uso di frasi idiomatiche, che diventano cliché, il rischio è quello di rendere il protagonista una macchietta, di perdere proprio la completezza dello sguardo di Llob e di risultare ridondante. Rimane comunque l’affresco di una Algeria poco conosciuta e la figura del commissario appare alla fine come l’alter ego dell’autore, che può così esporre più “protetto” alcune sue considerazioni sul proprio Paese.

Yasmina Khadra
La parte del morto
Strade Blu Mondatori
Pagine 367
Euro 15

pubblicato su www.tgcom.it

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