Le opache rotte dei pirati finanziari

La storia di un uomo della Nuova Finanza

Esiste una correlazione inquietante tra gli attuali paradisi fiscali (cosiddetti off-shore) e le isole di pirati leggendari come il Capitano Kidd o Henry Morgan, al di là della posizione geografica: il desiderio e la necessità di non riconoscere i confini ufficiali degli Stati; la voglia di colpire, afferrare il bottino e scomparire. Alcuni furono anche il braccio armato di regni in guerra, come Sir Francis Drake, che agì per conto della regina Elisabetta contro l’Armada spagnola. Dunque l’immagine dei contabili della Crimson Permanent Assurance con tutto il loro palazzo, che assaltano il grattacielo della Very Big Corporation of America (nel cortometraggio del film “Monty Phyton – Il senso della vita”), è l’introduzione ideale a “Soldi – Il libro nero della finanza internazionale” (tit. or. Révélation$) di Denis Robert e Ernest Bakes.

A dispetto del titolo, che potrebbe far pensare ad un freddo saggio composto da numeri e tabelle per specialisti, il libro racconta la vicenda di un uomo, Ernest Bakes appunto. Dall’inizio degli anni ’70 fino al 1983, rivestì un ruolo chiave in Cedel, società al tempo emergente con sede in Lussemburgo, e fu uno degli ideatori del sistema di clearing (o compensazione) su cui si basano attualmente gli scambi finanziari mondiali: se un’azienda o un individuo in Italia volessero vendere valori mobiliari (titoli, obbligazioni, azioni, ecc.) ad una azienda (o individuo) all’estero, non devono fare altro che contattare la propria banca di riferimento che effettuerà l’ordine passando per le uniche due società di clering transfrontaliere: Euroclear e Clearstream (Cedel ha cambiato nome del 1999). Succede che “i titoli non cambiano posto, cambia soltanto il nome del proprietario” e “la società di clearing s’incarica di registrare e avallare la modifica”.

Tutto è perfettamente legale, corretto e trasparente, anzi il sistema bancario ne trae beneficio perché si risparmia tempo e quindi denaro, non dovendo più spostare i titoli o le obbligazioni fisicamente da un Paese ad un altro. L’esigenza nacque proprio nel periodo in cui emerse la “faxmoney”, cioè quando il denaro terminò di essere contante e cominciò ad essere virtuale: flussi di dati criptati e spediti via fax in origine; oggi, dati telematici che viaggiano nelle reti bancarie. Le due società di compensazione sono sorte proprio per volontà delle banche: nel 1970 furono 66 banche di 11 nazioni che crearono Cedel; nel 1972 diventarono 372. Nel 2000, in Clearstream (ex Cedel) erano depositati conti per un valore di 10 trilioni di euro (10.000 miliardi) e nel 1999 sono transitati 45.000 miliardi di euro: per avere un termine di riferimento, è sufficiente considerare che il bilancio della Francia era 47 volte inferiore…

Seguendo questa vicenda, il giornalista Denis Robert raccoglie la testimonianza della nascita di un sistema bancario, ma soprattutto racconta la sua degenerazione negli anni seguenti all’uscita forzata di Backes da Cedel e al presunto suicidio di Gèrard Soisson, suo superiore diretto e numero due della società. E’ il 1983 e da un anno è scoppiato il caso del Banco Ambrosiano in Italia, Sindona deve ancora bere il suo ultimo caffè e lo IOR (la banca del Vaticano) sta tentando di rimanere fuori dallo scandalo… In Cedel erano presenti alcuni conti che facevano riferimento ai soggetti coinvolti e secondo i documenti in possesso di Backes, in quegli anni i medesimi conti avevano dato origine a transazioni “strane”.

Nel periodo successivo, l’uomo che lo aveva creato assiste impotente alla mutazione del sistema: come se una volta creato il condotto artificiale sotterraneo che colleghi corsi d’acqua destinati a incontrarsi altrimenti solo alla foce, lo stesso condotto venisse solcato anche da coloro che non potrebbero navigare le normali vie d’acqua. In virtù proprio della natura transnazionale e della assoluta discrezione che regna nel principato del Lussemburgo, al di fuori delle normali procedure nazionali di controllo finanziario, s’instaura in Cedel un canale privilegiato e “opaco” che prevede la creazioni di “conti non pubblicati” a cui accedono non solo banche (gli unici soggetti che potrebbero accedere ai servizi di Clearstream), ma anche i grandi gruppi industriali come ad esempio Unilever, Shell e Siemens oppure servizi segreti nazionali. Il fallimento del 1991 di una delle più grandi banche del tempo, la BCCI, potrebbe mostrare a chi volesse scavare quali siano state le relazioni dirette tra commercianti di armi, narcotrafficanti e finanza internazionale, basate su transazioni che passavano sui conti non pubblicati di Cedel. Questo e altri scandali, più o meno conosciuti al grande pubblico, vengono raccontate attraverso la capacità di leggere i dati da parte di Backes.

Alla luce di tutto ciò, è importante sottolineare che chi afferma che non sarebbe possibile tracciare le transazioni, più o meno occulte, dice una cosa non vera secondo Backes e Robert. Infatti pur essendo virtuale, il denaro lascia tracce ed è sufficiente avere le chiavi di accesso corrette per potere rintracciare i diversi percorsi che effettua. Allora sarebbe possibile pensare un’applicazione della Tobin Tax alle transazioni finanziarie, piuttosto che approfondire la conoscenza dei flussi di denaro delle organizzazioni criminali e terroristiche. Ma l’opacità dei sistemi di compensazione e più in generale le resistenze del sistema bancario non permettono di individuare le rotte dei nuovi pirati.

Denis Robert e Ernest Backes
Soldi – Il libro nero della finanza internazionale
Nuovi Mondi Media
Pagine 221
Euro 16

pubblicato su www.tgcom.it

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