Gli impegni mantenuti di Zapatero

Biografia essenziale del riformista spagnolo

Dunque esiste il politico che mantiene gli impegni presi durante la campagna elettorale. Secondo Jorge Gutiérrez Chavez, quel politico vive in Spagna, è pacato, deciso e si chiama José Luis Rodriguez Zapatero. Ne scrive la biografia con il sottotitolo “Il riformista che fa quello che dice”, a favore di un pubblico italiano che conosce bene il nome del politico spagnolo perché inserito nel dibattito del nostro Paese. A torto o a ragione. Se non fosse che molti atti del suo governo hanno avuto vasta eco sulla nostra stampa, sembrerebbero quasi atti di fantapolitica agli occhi di lettori abituati ad altri confronti politici.

Al tempo stesso questa biografia mette in evidenza gli elementi che rendono Zapatero un politico spagnolo e non un prodotto da esportazione per ogni democrazia in difficoltà. E’ un merito che va riconosciuto al libro: infatti la tentazione di entrambi gli schieramenti politici italiani che si sono confrontate nel campagna elettorale appena terminata, è stata un uso a volte strumentale e pretestuoso (in senso positivo o negativo poco importa) di una figura importante per la Spagna, ma certo non riferibile ad una realtà diversa e complessa come la nostra. La realtà della riforma dello Statuto d’autonomia della Catalogna è uno dei punti più discussi del suo programma, messo in atto con la vittoria del 14 marzo 2004. E’ anche uno degli esempi più espliciti dell’esperienza specificatamente spagnola.

Con lo slogan “cambiamento tranquillo” diventò segretario del Partito socialista nel luglio 2000, come esponente della corrente “Nuova via”. Attuò un cambio radicale della classe dirigente del Psoe in crisi dopo la vittoria di Aznar e del Partito popolare nel 1996. Con lui segretario passarono in secondo piano i protagonisti politici che avevano governato la Spagna nel periodo dopo Franco, a cominciare da Felipe Gonzàlez. Fu una svolta epocale per il partito, anche se Zapatero non raccolse immediatamente l’unanimità dei consensi. Un fattore che non lo aiutò fu sicuramente l’età e l’apparente inesperienza nelle cariche di alto livello, pur essendo stato il più giovane deputato eletto a soli 26 anni nel 1986. Il suo percorso rimane nell’ombra fino al 2000 e al riparo delle crisi del partito e dei relativi problemi di corruzione negli anni Novanta.

Il tono dei discorsi, alcuni dei quali riportati nel libro, appare sempre conciliante, aperto al dialogo e al confronto con la controparte politica. Al tempo stesso i punti fermi del suo programma non sono mai stati messi in discussione, anche quando abbiano provocato una spaccatura del Paese. Come nel caso della riforma della Loce (legge sulla scuola approvata dal governo precedente di Aznar), in cui la particolare storia del rapporto tra Stato e Chiesa in Spagna è stata messa in discussione in nome di una laicità e di una indipendenza mai veramente attuata.

L’autore del saggio mette in rilievo come ad un riformismo in politica interna corrisponde un radicalismo in politica estera, frutto di un percorso iniziato nel 2002 con la rottura con il governo Aznar sulla guerra in Iraq. A poche ore dal suo insediamento, il primo atto del governo Zapatero fu il ritiro delle truppe spagnole dal conflitto iracheno. A chi gli chiese conto di questo atto, la risposta fu una sola: “Stiamo solo mantenendo gli impegni presi davanti agli elettori”. Il possibile dialogo non ha offuscato la possibilità di mantenere gli altri impegni presi nei mesi successivi, come nel caso del riconoscimento dei matrimoni omosessuali, seguito da proteste violente interne ed esterne.

E’ difficile prendere posizione su un libro che vuole essere biografia essenziale di un uomo politico, che ha capovolto posizioni apparentemente intoccabili di un Paese conservatore come la Spagna. E’ difficile anche credere che gli scontri e i confronti politici spagnoli siano ora su atti concreti del governo, in base al programma presentato agli elettori. E’ difficile infine non pensare ad alcuni passaggi agiografici del libro dedicati alla figura di Zapatero. Ma come lui stesso disse al Parlamento spagnolo nel discorso di insediamento, è utile leggere il libro con molta attenzione “perché si sono utopie che meritano di essere sognate”.

Jorge Gutiérrez Chavez
Zapatero
Il riformista che fa quello che dice
Editori Riuniti
Pagine 166
Euro 13

pubblicato su www.tgcom.it

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