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Installazione multimediale per un 2008 fuori regime
Come augurio per un nuovo anno di pace e di libertà nel mondo, LibLab propone durante le festività natalizie un percorso espositivo sulla situazione birmana, allestito presso la Casa della Pace della Provincia di Milano.
A partire da lunedì 17 dicembre, i saloni di via Ulisse Dini 7 ospitano infatti un’installazione che unisce fotografie, dipinti, video, testi, pubblicazioni e musiche, in un multiforme ritratto di una Birmania improvvisamente tornata al centro della ribalta politica, dopo decenni di oblio da parte della comunità internazionale.
LibLab realizza una nuova sintesi delle proprie attività sulla questione birmana. Il nucleo forte restano le fotografie di Giuseppe Galimberti: esse sono già state impiegate nell’installazione “Acque birmane” e nel calendario “Birmania 2008”, passando quindi da un’ironica rappresentazione dell’eclisse totale dell’informazione occidentale in una terra fantasma a un intervento diretto a sostegno della popolazione oppressa.
“LIBera LA Birmania!” rilancia la proposta di solidarietà del calendario, portando a Milano le immagini e i contributi dell’associazione Aiutare senza confini, che impiegherà i proventi del calendario per costruire una scuola per bambini profughi.
Il percorso espositivo è scandito in alcuni momenti principali, che guidano progressivamente all’incontro con la faccia nascosta della Birmania (quella che da decenni il regime occulta) e alle opportunità di intervenire in concreto a favore del popolo birmano.
Si inizia dall’invito a entrare in una “terra fantasma”, dentro i cui confini l’obiettività occidentale si è per lunghi anni smarrita completamente. Da “Acque birmane” riecco allora l’ironico videoclip sulla “liquefazione” dell’ottica del fotografo indipendente in terra birmana, ma anche l’immaginario diario di viaggio che racconta il progressivo smarrimento in una dimensione altra, fatta percepire pure dal commento sonoro “liquido” e sfuggente. Le decine di fotografie presentate in questa sezione sono state realizzate da Giuseppe Galimberti e da Sabrina Chiti, allieva dei corsi di fotografia di LibLab. Le immagini mostrano soprattutto scene di vita quotidiana.
Quest’ampia panoramica visuale introduce all’iniziativa di solidarietà del calendario di LibLab sulla Birmania, del quale vengono mostrate copie, riproposti gli scatti originali dedicati a situazioni di lavoro, illustrate le motivazioni e le modalità, con pannelli esplicativi sulla situazione politica birmana.
Video, immagini e testi presentano inoltre le attività e gli obiettivi dei beneficiari della raccolta fondi, ossia della onlus Aiutare senza confini.
Una sezione speciale è infine riservata a quei profughi e a quelle minoranze per cui Aiutare senza confini opera quotidianamente. Oltre a presentare alcuni filmati sulla loro condizione, viene esposta una raccolta di numerosi dipinti realizzati da profughi birmani rifugiati a Mae Sot. Alcuni dei profughi del regime hanno infatti scelto l’arte come forma per superare i traumi subiti. Alcuni di loro hanno sviluppato notevoli talenti e capacità che hanno suscitato interesse e applausi già in diverse parti del mondo: Vancouver, Seattle, Washington, Tokyo, Bruxelles e Firenze, solo per nominare alcune delle sedi più prestigiose. Grazie a “LIBera LA Birmania!”, anche a Milano si potranno così ammirare per la prima volta alcune loro opere.
Locandina dell’evento in .pdf
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