Nyatepe
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Il nostro progetto è nato dal casuale incontro con il Gruppo artistico e culturale Nyatepè, avvenuto nell'agosto 2000 a Kpalimè in Togo.
Fu un incontro realmente fortuito, come spesso accade in Africa.

I Nyatepè si "esibivano" durante un funerale con alcune straordinarie rappresentazioni sulla morte, tratte dal loro ricco repertorio costituito da circa 90 pièces teatrali.

Quest'associazione togolese, infatti, ha come principale obiettivo della sua attività la salvaguardia delle tradizioni culturali, musicali e artigianali di molte popolazioni dell'Africa occidentale. Nel loro progetto non vi è soltanto la produzione delle suddette pièces, ma anche quella di oggetti artigianali, strumenti musicali, marionette, batik, curando il recupero e la salvaguardia di particolari lavorazioni.

L'associazione Nyatepè si prefigge anche l'obiettivo di esportare la cultura africana e mira, pertanto, alla realizzazione di un centro a Kpalimè in cui costruire stanze per ospitare chiunque sia interessato a conoscere e ad arricchirsi, condividendo il loro patrimonio culturale. La realizzazione di questo progetto costa circa 250 milioni di lire, una cifra impossibile per l'inetto governo togolese che in quaranta anni di presidenza dispotica di Eyademà si è limitato a costruire un apparato militare volto alla conservazione del potere e a guardare parassitariamente compiaciuto all'attività delle numerose Organizzazioni Non Governative, le quali, tuttavia, si limitano a progetti di emergenza, che non operano cambiamenti strutturali, ma si contraddistinguono per il loro carattere meramente assistenziale e non continuato nel tempo.

L'idea di costruire un rapporto di commercio equo solidale nasce dalla fortuna di aver incontrato questo gruppo costituito di produttori, ma si rafforza nella convinzione di far partecipare maggiormente l'Africa occidentale al proprio sviluppo, di far intervenire maggiormente il produttore locale nell'ambito del mercato e di esaltarne la forte capacità di responsabilizzazione in materia di ambiente.

È nata così l'Associazione Nyatepè-Italia, dall'entusiasmo di chi ha auspicato per tanto tempo di collaborare personalmente alla crescita del no profit e attualmente sta lavorando alla creazione di una centrale importatrice di prodotti equosolidali (alias ATO = Alternative Trade Organization).
Questo è il nostro obiettivo a breve termine, ma non vorremmo fermarci a questo. Crediamo fermamente nella necessità di creare le condizioni per una vera società multietnica e che questo sia possibile in primo luogo attraverso una profonda rivoluzione culturale. Un vero rapporto di scambio tra culture così diverse e così lontane esiste solamente se non è imprigionato nei dogmi dell'economia. Qualsiasi rapporto meramente commerciale finisce per porre il continente africano in una posizione svantaggiata, in una nuova forma di schiavitù. Auspichiamo che il futuro dell'Africa, ma anche di altre parti del mondo, conosca l'emancipazione economica e produttiva dall'occidente e che questa avvenga non attraverso l'imposizione di strutture esogene, bensì attraverso la necessaria valorizzazione della loro produzione.

L'Associazione Nyatepè-Italia si impegnerà, pertanto, per una società multietnica, lavorerà per arricchire l'Italia di culture sconosciute e cercherà con testardaggine di aderire ai dettami del non profit in qualsiasi aspetto delle sue attività.
Nel pieno appoggio della Carta Comune sottoscritta circa un anno fa dalle maggiori realtà operanti nel commercio equosolidale, ci impegneremo a:

Migliorare le condizioni di vita dei produttori aumentandone l’accesso al mercato, rafforzando le organizzazioni di produttori, pagando un prezzo migliore ed assicurando continuità nelle relazioni commerciali.
Promuovere opportunità di sviluppo per produttori svantaggiati, specialmente gruppi di donne e popolazioni indigene e proteggere i bambini dallo sfruttamento nel processo produttivo.
Divulgare informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento, tramite la vendita di prodotti, favorendo e stimolando nei consumatori la crescita di un atteggiamento alternativo al modello economico dominante e la ricerca di nuove vie di sviluppo
Organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e nel rispetto della dignità umana, aumentando la consapevolezza dei consumatori sugli effetti negativi che il commercio internazionale ha sui produttori, in maniera tale che possano esercitare il proprio potere di acquisto in maniera positiva Proteggere i diritti umani promuovendo giustizia sociale, sostenibilità ambientale, sicurezza economica
Favorire la creazione di opportunità di lavoro a condizioni giuste tanto nei Paesi economicamente svantaggiati come in quelli economicamente sviluppati.
Favorire l'incontro fra consumatori critici e produttori dei Paesi economicamente meno sviluppati
Sostenere l'autosviluppo economico e sociale.
Stimolare le istituzioni nazionali ed internazionali a compiere scelte economiche e commerciali a difesa dei piccoli produttori, della stabilità economica e della tutela ambientale, effettuando campagne di informazione e pressione affinché cambino le regole e la pratica del commercio internazionale convenzionale.
Promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali.
Gli obiettivi nostri hanno un senso in un progetto coordinato, che prende vita da e per il commercio equosolidale, ma che per il raggiungimento di una vera società equa e solidale si aprirà a nuove possibilità:
Organizzazione di conferenze, incontri e corsi di storia, cultura, artigianato e musica africana ed etnica in generale.
Promuovere un turismo consapevole e corretto attraverso la collaborazione di associazioni locali, seguendo le condizioni generali e lo spirito del commercio equo e solidale.
Curare la pubblicazione di scrittori altrimenti impossibilitati a raggiungere il mercato editoriale occidentale, nonché libri di etnogiornalismo, antropologia, viaggi e cultura generale che corrispondano agli obiettivi del progetto che state leggendo.
Promuovere cinematografia, tour di gruppi musicali e teatrali di popolazioni svantaggiate.
Incentivare attività e manifestazioni sportive, laddove queste rappresentino tradizioni di folklore, al fine di favorirne il recupero e la diffusione.
Nel pieno spirito dell'associazionismo no profit ci impegniamo alla completa trasparenza del nostro bilancio e auspichiamo non una simpatia generica, ma una presa di coscienza reale dell'enorme disparità esistente tra culture diverse, ma anche complementari, provocata da secoli di disuguaglianza sociale, economica e politica. Osteggiamo qualsiasi sistema di omologazione. Vogliamo lavorare per far sì che la differenza non comporti necessariamente ostilità o indifferenza.

L'associazione è aperta a chiunque intenda appoggiare e contribuire alla costruzione di questo progetto, nel pieno rispetto delle norme statutarie che sono e resteranno a disposizione di chi voglia consultarle.

Inizio Pagina info@liblab.org