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Birmania. Al mercato del pesce di Sittwe | |
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All’aereoporto di Bangkok, in attesa del volo per Rangoon, un Inglese chiede a un Thailandese: E’ vero che quando arriverò in Birmania dovrò tirare indietro le lancette di trenta minuti? Il Thailandese, sorridendo, risponde: Non di trenta minuti ma di trent’anni. Sittwe è la capitale dello stato del Rakhaing, situato nella Birmania Occidentale, ai confini col Bangladesh. La città sorge nel punto in cui il fiume Kaladan sfocia nel golfo del Bengala. Data la sua posizione geografica, durante l’impero britannico era stata un importante centro mercantile con un porto molto attivo. La maggioranza degli abitanti appartiene all’etnia Rakhaing, una delle tante che compongono il mosaico di popoli che vivono in Birmania, che ha molto in comune con le popolazioni bengalesi dell’india orientale e del Bangladesh. L’economia della città sembra essere basata principalmente sulla pesca e sul commercio. Come in ogni città birmana, tranne poche eccezioni, l’energia elettrica è razionata ed è disponibile solo poche ore al giorno. Il cuore di Sittwe, è il mercato, situato lungo il fiume. Alle prime luci dell’alba, i pescherecci che hanno gettato le loro reti nel golfo del Bengala durante la notte, iniziano a risalire il fiume con il loro carico mentre le strade si riempiono di una varia umanità pronta a partecipare ad un evento che scandisce l’inizio di ogni giorno: il mercato del pesce. Le ceste cariche di pesce vengono trasportate a riva con metodi abbastanza artigianali e,subito, iniziano vere e proprie aste. I pesci vengono appoggiati per terra o su tavole di legno e si formano dei capannelli di gente che vuole vedere da vicino, toccare, prima di fare un’offerta. Sono l’unico straniero e ricevo sguardi sorpresi mentre mi muovo tra la gente, qualcuno prova anche a scambiare qualche battuta in inglese. fotografie di Giuseppe Galimberti
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