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Nel 2008 la Sardegna festeggerà la nascita del muralismo. Tutto iniziò nel 1968 nel paese di San Sperate, vicino Cagliari, trovando la sua espressione più alta e conosciuta nelle opere dipinte a Orgosolo.

Raccontare  a distanza di quasi quarant'anni il muralismo sardo, significa raccontare la storia e le opere di Pina Monne: poco più che trentenne, un grande amore le tradizioni dell'isola, dal 1996 questa artista ha rivestito con i suoi murales diversi paesi dell'interno della Sardegna. Piccoli borghi, spesso in posizioni suggestive - alcuni sono paesini quasi abbandonati - che improvvisamente si sono riempiti di colore, cronaca e storia. Cronaca perché le persone rappresentate nei murales sono sempre gli abitanti del paese: storia perché in queste grandi pitture murali rivivono le tradizioni più antiche dell'isola - gli abiti, le professioni legate al mondo rurale, episodi che appartengono alla storia di ogni paese e frammenti di quotidianità - colore infine per il cromatismo intenso che caratterizza le opere di Pina Monne, molto distanti dalla concezione di arte politicamente impegnata che vide nascere le pitture di Orgosolo, figlie della scuola muralista sudamericana.

Praticamente sconosciuta al di fuori della Sardegna, da una decina di anni Pina Monne dipinge murales su richiesta delle stesse amministrazioni comunali, che in questo modo intendono valorizzare luoghi e paesi esclusi dalle principali destinazioni turistiche: ma soprattutto, come spiega la stessa Monne, attraverso i murales si cerca, "di restituire un'identità a questi luoghi, mentre il furore per ciò che è nuovo porta a eliminare tutto ciò che è vecchio."

fotografie di Matteo Deiana e Edoardo Tommaselli

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